mercoledì 30 novembre 2016

Sali o non sali? #bastaunsi

martedì 27 settembre 2016

Le parole valgono

Dal palco di Palermo la sindaca di Roma si è rivolta alla folla, numerosa sotto la pioggia, per 14 minuti circa. Nel corso del suo discorso, le parole 'bello e bellissimo' sono state utilizzate 14 volte: più o meno una al minuto.



Segno di povertà interiore




martedì 23 agosto 2016

Love in the Time of Cholera

Nowadays schools open about the middle of September, and we suffer for the hot weather. But when I was a boy, school started in October 1st. We were lucky because they were effectively the mythical 3 months of holiday. The spare time was so much that it was hard to find ways to occupy it. We often spent lazy afternoons and boring evenings, simply doing nothing, me and my band. One summer I learnt how to play the guitar, another one how to use a typewriter keyboard with all 10 fingers. Many mornings spent cycling, that is the best way to enjoy the most hidden corners of your city. In many other mornings we went to the seaside by bus, the return trip with our clothes still soaked, to be at home in time for lunch. If instead you went to the seaside with your family, everything was organised to stay there at lunch time, eating typical beach foods, like bread with fried sweet peppers, rice salads and meatballs. But remember! You can't swim again before 2 hours from the lunch! Otherwise it's sure you'll be drowning!
Colera sud Italia 1973I clearly remember how we got excited, during the summer of 1973, hearing of the big cholera epidemic in Naples and Bari. It was forbidden to go to the seaside, raw fish and vegetables were banned, but the most fascinating new was that the schools were going to start one month later. One more month to prepare my mind to the idea that I was going to begin high school. One more month to pursue girls, hoping for a walk and, why not, for a kiss. Wearing tight bell bottom jeans we felt very seductive. Maybe we were only very very young.

E datecelo, questo benedetto livello C1!

lunedì 25 aprile 2016

I campi in aprile


I campi in aprile 
Luciano Ligabue - Giro del mondo - 2015

Se fossi lì in mezzo
avrei novant'anni
avrei dei nipoti
con cui litigare
ma ho fatto un scelta
in libera scelta
non credo ci fosse altra scelta da fare
scelta migliore

Ho avuto una vita
nessuno lo nega
me ne hanno portato via il pezzo più grosso
se parti per sempre
a neanche vent'anni
non sei mai l'eroe
sei per sempre il ragazzo

I campi in aprile
promettono bene
se questa è la terra
è proprio la terra che non lascerò
ho avuto per nome
Luciano Tondelli
col vostro permesso io non me ne andrò

Se muori in aprile
se muori col sole
finisce che muori aspettando l'estate
a me è capitato
a guerra finita
mancavano solo dieci giornate

I campi in aprile
promettono bene
son nato in un posto
cresciuto in un posto che non lascerò
c'è un 15 aprile
accanto al mio nome
col vostro permesso io non me ne andrò

Voi non mi chiedete
se rifarei tutto
ho smesso di farmi la stessa domanda
qualcuno mi disse
ricorda ragazzo
la storia non cambia se tu non la cambi

I campi in aprile
promettono bene
se questa è la terra
è proprio la terra che non lascerò
Luciano Tondelli
è ancora il mio nome
sappiate comunque che non me ne andrò

Se fossi lì in mezzo
avrei novant'anni
avrei dei nipoti con cui litigare
a cui raccontare

martedì 12 aprile 2016

Ha perso la città



Ha perso la città 
Niccolò Fabi - Una somma di piccole cose - 2016

Hanno vinto le corsie preferenziali
hanno vinto le metropolitane
hanno vinto le rotonde e i ponti a quadrifoglio
alle uscite autostradali
hanno vinto i parcheggi in doppia fila
quelli multi-piano, vicino agli aeroporti
le tangenziali alle 8 di mattina e i centri commerciali
nel fine settimana
hanno vinto le corporazioni infiltrate nei consigli comunali
i loschi affari dei palazzinari
gli alveari umani e le case popolari
e i bed & breakfast affittati agli studenti americani
hanno vinto i superattici a 3.000 euro al mese
le put*ane lungo i viali, sulle strade consolari
hanno vinto i pendolari
ma ha perso la città, ha perso un sogno
abbiamo perso il fiato per parlarci
ha perso la città, ha perso la comunità
abbiamo perso la voglia di aiutarci.

Hanno vinto le catene dei negozi
le insegne luminose sui tetti dei palazzi
le luci lampeggianti dei semafori di notte
i bar che aprono alle 7
hanno vinto i ristoranti giapponesi
che poi sono cinesi anche se il cibo è giapponese
i locali modaioli, frequentati solamente, da bellezze tutte uguali
le montagne d’immondizia, gli orizzonti verticali
le giornate a targhe alterne e le polveri sottili
hanno vinto le filiali delle banche, hanno perso i calzolai
e ha perso la città, ha perso un sogno
abbiamo perso il fiato per parlarci
ha perso la città, ha perso la comunità
abbiamo perso la voglia di aiutarci.


mercoledì 30 marzo 2016

Nient'altro che fiori



Nient'altro che fiori 
Gianmaria Testa - Altre latitudini - 2003

…E poi viene un giorno
che a guardarlo passare
sembra il giorno di un altro
e di un altro le cose da fare
e di un altro la voce
e anche l'ombra sui muri
e di un altro anche i fiori
che ho preso per te

e sono fiori d'inverno
ma per un'altra stagione
oppure un altro ricordo
che adesso non so
nient'altro che fiori
cosa vorranno mai dire
a guardarli di nuovo
non dicono più

perché viene un giorno
che a guardarlo passare
sembra il giorno di un altro
e di un altro la vita da fare
e di un altro la voce
e anche l'ombra sui muri
e questi fiori d'inverno
che ho preso
per te

domenica 13 marzo 2016

L'amore qui non passa



L'amore qui non passa 
Negramaro - La rivoluzione sta arrivando - 2015

negli occhi di un bambino uno sguardo da gigante
nei sogni di una donna la bellezza irriverente,
un vecchio che rincorre quell’attimo fuggente
l’avesse preso prima non ne avrebbe fatto niente
un tetto che si apre dalla casa piove il cielo
qualcuno lo raccoglie per poi farne del veleno
bere a sorsi lenti come gocce di cristallo
c’è una ragazza sola che da sempre aspetta il ballo

l’amore qui non passa mai ah

nel bacio degli amanti che si scambiano i silenzi
c’è una storia da buttare un’altra tutta da rifare
i sottoscala bui di questi angoli dispersi
c’è un cumulo di polvere e desideri da mischiare
un cane si accontenta di pisciare contro i muri
nessuna terra nuova per cui valga fare i duri
un gatto resta fermo a fissarlo sopra i tetti
quella ragazza ha perso anche l’ultimo dei denti
l’amore qui non passa
l’amore qui non passa non si vede ancora
l’amore qui non passa
l’amore qui non passa
l’amore qui non passa e non si vede ancora
l’amore qui non passa mai

nell’ombra dei ricordi
di chi non ha mai vissuto
c’è uno che somiglia a te e non l’hai riconosciuto
nei soldi che contiamo
c’è una smania devastante
di rimpicciolire il tempo
di accorciare le distanze nei segni che conservo
sulla pelle si cicatrice
se bruci forte ancora non è vero quel che si dice
da qui è passato amore
e se n’è andato svelto
ma sei andata via
sei intrappolata dentro

l’amore qui non passa
l’amore qui non passa
l’amore qui non passa mai
l’amore qui non passa
l’amore qui non passa
l’amore qui non passa mai

l’amore qui non passa mai
l’amore qui non passa e bruci forte ancora
l’amore qui non passa mai

Let the children



Let the children - FunSlowRide

words by Ben Sidran/Greta Panettieri music by Eugenio “GeGè” Telesforo/Alfonso Deidda
(Masaboba Edizioni Musicali-SIAE/Bulldog Music-ASCAP)
featuring
BEN SIDRAN-spoken word AINÉ-vocals JOY DRAGLAND-vocals
ALFONSO DEIDDA – alto sax DANIELE RAIMONDI – trumpet
SEBY BURGIO – Wurlitzer, keys AMEEN SALEEM – ac. bass DARIO PANZA - drums
GEGÈ TELESFORO-keys, percussions

from the upcoming release FunSlowRide (spring time 2016)
produced by
GeGè Telesforo © 2016

LET THE CHILDREN
INTRO
BEN
“We all arrive through the gate of our dreams
And depart through the veil of our tears
And in between with the passage of time
We measure our moments in minutes and in years
And no one can take the measure of another
And no other can know what the other one knows
And only the love from a father or mother
Can go where our children are destined to go”

Verse 1
Let the children be
They will be
Let the children go
They will go
Let the children free to be free
Let the children…

BEN
“You can spend your life in spite of yourself
You can spend your life tossing coins in the fountain of time
You can spend your life wrapping string around paper
Or spend your time trying to make it unwind
But you can’t go where your children are going
And you cannot know what your children will find
And they are not your children for more than a moment
And you cannot go with them on their infinite climb”

Verse 2
Let the children feel
They will feel
Let the children know
They will know
Let the children try one more time
Let the children…

BEN
“Leave the world better than the way that you find it
Leave the air clean and the water like laughter
Take a moment each day to experience peace and
Replace what you take for those who come after
Help all the creatures who rely on your kindness
Don’t worry about another man’s soul
But feed his body and share your knowledge with him
He is your Children. Let all your children go”

Verse3
Let the children dream
They will dream
Let the children love
and be loved
Let the children cry they will smile
Let the children…

BEN
“The water like laughter…
Experience peace…
Share your knowledge…

Verse 4
Let the children be
They will be “Let all your children go…”
Let the children go
They will go “Feed his body…”
Let the children free to be free
“Don’t worry about another man’s soul…”
Let the children…

“You cannot go where your children are destined to go
But You can set them free”

venerdì 11 marzo 2016

È andata così


È andata così 
Loredana Bertè - Amici non ne ho… ma amiche sì! - 2016

È andata così
è andata che canto canzoni
non so riparare i motori o roba così
qualcuno ti spiega la vita
ti dà soluzioni
intanto io canto canzoni
è tutto qui

Sarà solo un gioco
sarà che ci gioco da tanto
sarà che si gioca da soli
e così sia
conosco il silenzio
e quanto può fare spavento
però non ho tempo né voglia di nostalgia

Cosa vuoi sentire
la mia o la tua verità
seguirò il mio manifesto in un’altra città
finché c’è chi ascolterà
e poi andrà, dove andrà.

È andata così da sempre ho il fiato sospeso
da sempre magari ho il bisogno di un po' d'allegria
non so come sia fare conti o tirare su case
è andata che è tutta alta e bassa marea

Cosa vuoi sentire
la mia o la tua verità
salirò nuda su un palco di un’altra città
finché c'è chi ascolterà
e poi andrà, dove andrà
e poi andrà, dove andrà

Può darsi che qualche canzone ti suoni ruffiana
chi è chi non cerca comunque un po’ di compagnia

È andata così comunque tutto compreso
chissà cosa mi fa cantare i fatti miei
è andata che mi hanno lasciato il microfono acceso
ma forse non serve nemmeno
chissà chi se vuoi

Cosa vuoi sentire
la mia o la tua verità
strappo coi denti i momenti di felicità
finché c'è chi ascolterà
e poi andrà, dove andrà
e poi andrà, dove andrà
e poi andrà, dove andrà
e poi andrà, come andrà

sabato 27 febbraio 2016

Quando sarò vecchia

Quando sarò vecchia by Jenny Joseph

Quando sarò vecchia mi vestirò di viola
con un cappello rosso che non si intona e non mi dona.
E spenderò la mia pensione in brandy e guanti estivi
e in sandali di raso, e poi dirò che non abbiamo soldi per il burro.
Mi siederò sul marciapiede quando sarò stanca
e arrafferò assaggi di cibo nei negozi, suonerò tutti i campanelli,
farò scorrere il mio bastone sulle ringhiere
e mi rifarò della sobrietà della mia giovinezza.
Uscirò in pantofole sotto la pioggia
e raccoglierò fiori nei giardini degli altri
e imparerò a sputare.
Quando sei vecchia puoi indossare assurde camicie e ingrassare
e mangiare tre libbre di salsicce in un colpo solo
o solo pane e sottaceti per una settimana,
e accumulare penne e matite e tappi di bottiglia e cianfrusaglie nelle scatole.
Ma ora dobbiamo indossare vestiti che ci tengano asciutti,
e pagare l’affitto e non dire parolacce per strada
e dare il buon esempio ai bambini.
Dobbiamo invitare amici a cena e leggere il giornale.
Ma forse dovrei cominciare a fare un po’ di pratica adesso?
Così chi mi conosce non rimarrà troppo scioccato e sorpreso
quando improvvisamente sarò vecchia, e comincerò a vestirmi di viola.



When I Am Old

When I am an old woman I shall wear purple
with a red hat that doesn't go, and doesn't suit me,
and I shall spend my pension
on brandy and summer gloves
and satin sandals,
and say we've no money for butter.
I shall sit down on the pavement when I am tired,
and gobble up samples in shops and press alarm bells,
and run my stick along the public railings,
and make up for the sobriety of my youth.
I shall go out in my slippers in the rain
and pick the flowers in other people's gardens,
and learn to spit.
You can wear terrible shirts and grow more fat,
and eat three pounds of sausages at a go,
or only bread and pickle for a week,
and hoard pens and pencils and beer mats
and things in boxes.
But now we must have clothes that keep us dry,
and pay our rent and not swear in the street,
and set a good example for the children.
We will have friends to dinner and read the papers.
but maybe I ought to practise a little now?
So people who know me
are not too shocked and surprised,
when suddenly I am old
and start to wear purple!

giovedì 11 febbraio 2016

A mare si gioca



A mare si gioca
di Tony Canto
interpretato da Nino Frassica

Si possono fare i castelli di sabbia
si può stare sotto l’ombrellone a fare le parole crociate
si può giocare con le racchette e la pallina
si possono fare volare gli aquiloni
e si può scrivere il proprio nome sulla sabbia

A mare si gioca

Si possono fare le gite col canotto
si può prendere un materassino e fare il bagno col bambino
gli puoi mettere i braccioli, la maschera,
e poi quando esce dall’acqua starci insieme,
e giocare con lui, con la paletta e il secchiello
perché a mare si gioca

A mare si gioca

I gabbiani lo sanno,
infatti volano a pelo d’acqua… e urlano
e poi salgono su altissimi… e fanno finta di essere delle nuvole
i pescatori sono loro amici e gli lanciano i pesci
e loro ricambiano, riempiendo di allegria bianca
i quadri, i cieli, le acque e la vita

A mare si gioca
giocano tutti!

Si può giocare al gioco dello scafo
si sale tutti su un gommone
fino a riempirlo all’inverosimile
quando quello che porta il gommone,
che comanda,
dice di buttarsi tutti a mare
ci si butta a mare
è un gioco

Quando io ero giovane lavoravo nella guardia costiera, a Lampedusa
quante cose che ho visto!
una volta mentre giravamo abbiamo visto 366 delfini impigliati nelle reti,
forse per fame, forse perché c’era una guerra sottomarina tra pesci,
noi li abbiamo liberati tutti dalle reti
e li abbiamo visti nuotare velocissimi, saltare fuori dall’acqua e inseguirsi… giocavano!

A mare si gioca
si gioca!

Ci sono bambini che giocano a stare immobili con la faccia in acqua
senza respirare
perché tanto lo sanno
che sta per arrivare la mano forte del papà
che li prenderà e li farà giocare.

mercoledì 10 febbraio 2016

Un giorno mi dirai



Un giorno mi dirai 
Stadio - Miss Nostalgia - 2016

Un giorno ti dirò
che ho rinunciato alla mia felicità per te
e tu riderai, riderai, tu riderai di me.
Un giorno ti dirò
che ti volevo bene più di me
e tu riderai, riderai, tu riderai di me
e mi dirai che un padre
non deve piangere mai
non deve piangere mai
e mi dirai che un uomo
deve sapere difendersi…

Un giorno ti dirò
che ho rinunciato agli occhi suoi per te
e tu non capirai, e mi chiederai… «perché»?
E mi dirai che un padre
non deve piangere mai
non deve arrendersi mai
tu mi dirai che un uomo
deve sapere proteggersi…

Un giorno mi dirai
che un uomo ti ha lasciata e che non sai
più come fare a respirare, a continuare a vivere.
Io ti dirò che un uomo
può anche sbagliare lo sai,
si può sbagliare lo sai,
ma che se era vero amore
è stato meglio comunque viverlo.
Ma tu non mi ascolterai
già so che tu non mi capirai
e non mi crederai
piangendo tu
mi stringerai.

sabato 19 dicembre 2015

Take me home



Take me home 
Jess Glynne - I cry when I laugh - 2015

Wrapped up, so consumed by
all this hurt
if you ask me, don't
know where to start

Anger, love, confusion
roads that go nowhere
I know that somewhere better
cause you always take me there

Came to you with a broken faith
gave me more than a hand to hold
caught before I hit the ground
tell me I'm safe, you've got me now

Would you take the wheel
if I lose control?
If I'm lying here
will you take me home?

Could you take care
of a broken soul?
Will you hold me now?
Oh, will you take me home?
Oh, will you take me home?
Oh, will you take me home?
Oh, will you take me home?
Oh, will you take me home?

Hold the gun to my head
count 1, 2, 3
if it helps me walk away then it's
what I need

Every minute gets easier
the more you talk to me
you rationalize my darkest thoughts
yeah you, set them free

Came to you with a broken faith
gave me more than a hand to hold
caught before I hit the ground
tell me I'm safe, you've got me now

Would you take the wheel
if I lose control?
If I'm lying here
will you take me home?

Could you take care
of a broken soul?
Oh, will you hold me now?
Oh, will you take me home?
Oh, will you take me home?
Oh, will you take me home?
Oh, will you take me home?

You say space will make it better
and time will make it heal
I won't be lost forever
and soon I wouldn't feel
like I'm haunted, oh falling

You say space will make it better
and time will make it heal
I won't be lost forever
and soon I wouldn't feel
like I'm haunted, oh falling

You say space will make it better
and time will make it heal
I won't be lost forever
and soon I wouldn't feel
like I'm haunted, oh falling

Would you take the wheel
if I lose control?
If I'm lying here
will you take me home?

Could you take care
of a broken soul?
Oh, will you hold me now?
Oh, will you take me home?
Oh, will you take me home?
Oh, will you take me home?
Oh, will you take me home?
Oh, will you take me home?
Home
Oh, will you take me home?
Oh, will you take me home?
Così impacchettata, consumata da
tutto questo dolore
se me lo chiedessi non
saprei da dove cominciare

Rabbia amore confusione
strade che non portano da nessuna parte
io so che c'è un qualche posto migliore
perché tu mi ci porti sempre

Venni da te con una fede incerta
mi desti più di una mano da stringere
raccogliendomi prima che toccassi il suolo
mi dici che sono al sicuro, ora che tu mi hai preso

Sarai il timoniere
se io perdo il controllo?
Se sono al tappeto qui
mi riporterai a casa?

Ti prenderai cura
di un anima spezzata?
Mi reggerai ora?
Mi porterai a casa?





Trattieni la pistola dalla mia testa
conta fino a tre
se è di aiuto fare due passi lontano
allora è quello di cui ho bisogno

Ogni minuto diventa più facile
man mano che tu mi parli
tu razionalizzi i miei pensieri più scuri
sì tu li rendi liberi



















Dici che lo spazio lo renderà migliore
e il tempo lo guarirà
io non sarò perduta per sempre
e presto non mi sentirò più
come perseguitata e in bilico

Traduzione mia

sabato 14 novembre 2015

Gambadilegno a Parigi





Gambadilegno a Parigi 
Francesco De Gregori - Pezzi - 2005

E allora sognò Atene
e la sua bocca spalancata
e la sua mano da riscaldare
e la sua vita stonata
e quel suo mare senza onde
e la sua vita gelata
e allora sognò Atene
sotto una nevicata

Guardalo come cammina
ballerino di samba
e come inciampa in ogni spigolo
innamorato e ridicolo
come guida la banda
come attraversa la strada
senza una gamba

Portami via da questa terra
da questa pubblica città
da questo albergo tutto fatto a scale
da questa umidità
Dottoressa chiamata Aprile
che conosci l'inferno
portami via da questo inverno
portami via da qua

E allora sognò Atene
e l'ospedale militare
ed i soldati carichi di pioggia
e un compleanno da ricordare
ed un ombrello sulla spiaggia
e un dopoguerra sul lungomare
e allora sognò il tempo
che lo voleva fermare

Guardalo come cammina
Lazzaro di Notre Dame
come sta dritto nella tempesta
alla fermata del tram
chiama un tassì si mette avanti
dai Campi Elisi alla Grande Arche
Gambadilegno avanti avanti
avanti marsch!

domenica 1 novembre 2015

Il posto dei Santi



Il posto dei Santi 
Negramaro - La rivoluzione sta arrivando - 2015

Ho leccato via il sale dagli occhi
per saperti più forte degli altri
ho nascosto le pieghe del nostro cuscino perché tu non possa annoiarti
ho rubato l'odore dei sensi
ti ho sentito con il naso che menti
ho tenuto ben stretto tra i denti il respiro per non far sapere i tormenti
ho sentito il rumore del cielo
diventare ogni giorno più grande
ho copiato i frastuoni
che fanno anche gli alberi quando la vita è ingombrante
ho ingoiato il sudore del mare
indossando le nuvole grigie
ho capito che tutto appartiene al resto che manca non solo se esiste

Vivere non è abbastanza se
non c'è distanza che
non ti permetta di desiderare
perdersi per poi riprendersi
non è dividersi
siamo sostanza che non può sparire.

Ho strappato le ali dei sogni
per cadere ogni volta sui tetti
preferisco restare coi gatti sul mondo che tanto comunque ritorni
e ti accorgi che quello che senti
ha radice nel posto dei santi
ma tradotto nei gesti dell'uomo che sbaglia ogni volta si torna perdenti
ho invitato le nuovi stagioni
per cambiare la pelle del giorno
ho coperto ogni singola parte di pelle del corpo con petali e fiori
ho chiamato per nome quei santi
troppo comodi troppo distanti
li ho convinti ad avere paura di quelli che giocano a fare i potenti.

Vivere non è abbastanza se
non c'è distanza che
non ti permetta di desiderare
perdersi per poi riprendersi
non è dividersi
siamo sostanza che non può sparire.
Vivere non è abbastanza se
non c'è una danza che
non ti convinca di poter volare
liberi senza rinchiudersi e infine arrendersi a questa stanza che non sa dormire.

Mi sono accorto proprio adesso
che non ha muri quest'inverno
dagli occhi passa solo vento
e porta via con sé il rimpianto
di un cielo che non si è più spento
illudimi che adesso posso
vivere
vivere
vivere non è abbastanza se
non c'è una danza che
non ti convinca di poter volare
liberi senza rinchiudersi e infine arrendersi a questa stanza che non sa dormire.
a questa stanza che non sa dormire
in questa stanza che non sa dormire
siamo sostanza che non può sparire
non puoi sparire
tu non sparire.

domenica 25 ottobre 2015

Revisori di cozze


Il libro di testo, in adozione nelle mie due quinte informatica, è questo qui.

A pag. 163 il grafico a lato non mette in evidenza un granché. E ci sono ancora le osservazioni del revisore di bozze, andate inascoltate. Imprimatur, esclamò il signor Hoepli!